lunedì 6 aprile 2015

LE BUFALE SUI CAVI DI SEGNALE

Un impianto hi fi non dovrebbe essere scambiato per una donna a cui regalare dei costosissimi gioielli fatti di materiali preziosi. Eppure é esattamente questo che stupidamente sta avvenendo. Si é creato così un mercato di inutili gioielli audiofili soltanto per soddisfare altrettanto inutili ed infondate paranoie audiofile.
Noi di hi fi passion abbiamo deciso di mettere alla frusta queste paranoie con prove empiriche, non in studio di registrazione, né in sala d'ascolto, ma all'interno di un comunissimo salone domestico di 19 metri quadrati. 
Un ambiente che riteniamo simile a quello di chi ascolta musica in casa. 
In questo ambiente abbiamo poi deciso di ascoltare lo stesso album da due impianti differenti : uno moderno ed uno vintage. Precisamente abbiamo scelto un vecchio amplificatore integrato giapponese degli anni '80 e un nuovo integrato giapponese dei giorni odierni. Entrambi gli apparecchi non sono high end, ma di fascia media.
Nessun trasformatore toroidale, ma soltanto un normale EI. Nessuna presa rca placcata oro, ma comunissimo uscite cromate consumer.
Perché questa scelta In basso? Perché fino a tutti gli anni 70 e poco oltre erano questi gli impianti sui quali si ascoltava egregiamente la musica di quegli anni.
Non a caso abbiamo scelto un album dei Pink Floyd di quel periodo per fare la nostra prova. Ovvero Middle.
Il nostro obiettivo era comprendere quali miglioramenti ci sono stati rispetto agli impianti vintage. Un altro obiettivo era quello di capire se il mercato dei cavi di segnale e di potenza avesse un senso, visto che per lunghissimi anni i nostri genitori hanno ascoltato musica attraverso cablaggi all'apparenza ridicoli.
Nella nostra prova é emersa subito una verità palese : gli amplificatori odierni non sono fatti per l'analogico.
Qui c'è stato un evidente peggioramento voluto. É evidente che chi li ha progettati ha deciso di trascurare le entrate analogiche che hanno le stesse caratteristiche di amplificazione di quelle digitali.
Questo non può essere, perché l'analogico entra con molti meno decibel rispetto al digitale.
Soltanto l'ingresso phono é ben curato sotto questo aspetto dato il ritorno del vinile. Mentre l'entrata tape é risultata parecchio deficitaria.
Nell'amplificatore vintage questa entrata é risultata al top, ma noi abbiamo voluto fare un altro esperimento.
Credendo di migliorare il segnale abbiamo sostituito il cavo rca di pochi euro con un cavo rca audiophile del valore di 30 euro.
Ascoltano per tre volte lo stesso album middle é emerso che il cavo costoso gonfiava a dismisura le basse frequenze mentre toglieva importante respiro alla musica in generale. Nel rimettere al suo posto il cavo economico sono ricomparsi tutti quei suoni e quelle sfumature che il cavo audiofilo aveva ingiustamente eliminato, cosicché percussioni, chitarre eccetera sono tornate a respirare. Cosa non meno importante, il basso é rientrato nei suoi limiti naturali.
Abbiamo capito invece che questi cavi audiofili servono per addomesticare l'uscita esuberante dei lettori CD. Sono pensati insomma per attenuare ciò che ha sempre afflitto i CD player fin dal loro concepimento : il fenomeno delle frequenze sparate su tutto lo spettro delle frequenze, tranne che in basso. Infatti il CD si sa che manca di calore musicale. Si dice che é freddo. In realtà i cavi di segnale audiophile, non risolvono il problema, si limitano a metterci una pezza d'appoggio.
Ecco perché potete spendere anche miliardi e ritrovarvi in fin dei conti con lo stesso problema delle frequenze alte troppo invadenti.
A volte gli mp3 si sentono molto meglio dei CD.
In realtà il buon vinile con la giusta grammatura resta imbattibile. E non parliamo della cara vecchia bobina a nastro.
Dimenticavo di informarvi che la casetta dei Pink Floyd era stata cmq registrata da vinile, in maniera esemplare oltretutto. Non era nemmeno al chromo.
In conclusione abbiamo compreso una cosa importante : i nostri genitori ascoltavano buona musica con sistemi semplici, efficaci e poco costosi, mentre oggi per correggere i difetti portati alla musica dalla digitalizzazione si spendono cifre da capogiro. Basterebbe ritornare all'analogico e tanti orpelli inutili cesserebbero di esistere.
O se proprio si vuole andare sul digitale bisognerebbe ascoltare musica liquida, questa infatti non ha bisogno di costosissimi cavi per correggere i difetti provenienti dai lettori CD. Uno di questi é la meccanica, mai troppo curata per non andare incontro a fenomeni di risonanza Che si riflettete negativamente poi anche sulle frequenze musicali. Solo la Pioneer col suo CD player elite una volta aveva fatto un buon lavoro in questo senso dimostrando che un buon dac non é tutto, e sicuramente non è il fattore determinante nella qualità delle frequenze.


gli hi Fi moderni, sono pensati per pompare le basse frequenze, specialmente quelli consumer.
Se siete amanti della musica e non del rumore, dovrete fare una scelta in questa direzione :
Mai altoparlanti in polipropilene, ma in cellulosa.
Mai bass reflex, ma sospensione pneumatica.
Amplificatori dalla costruzione più semplice possibile. Più circuiti stampati trovate più avrete inutili componenti che disturbano il segnale in entrata e in uscita. Ottimo il marantz pm6004.

Se vi piace il nastro fate prima una prova con il vostro deck e saprete se l'ampli nuovo é stato concepito anche per questo.

Cavi di segnale gbc con guaina rigida e mai siliconica andranno benissimo per collegare anche i lettori CD.
Se proprio non sopportate i difetti alle alte frequenze i cavi rca monster fanno un ottimo lavoro di filtraggio, ma non aspettaTevi miracoli.
Ci sarà sempre un CD che suona male. Basta che sia storto anche di pochi micron e la risonanza vi darà filo da torcere.

Cavi di Potenza : non ci crederete, nella nostra prova abbiamo usato la piattina rosso nera e suonavano benissimo. Anche i cavi ofc suonavano ugualmente bene. Nessuna differenza. I problemi se c'erano provenivano dal lettore CD e dal cavo di segnale audiophile.

Insomma tanti bei soldini risparmiati se si capisce bene dove investirli dall'inizio.









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