martedì 31 dicembre 2013

LA COMPACT CASSETTA NON è MORTA

Questo post è dedicato a tutti coloro che pensano erroneamente che le compact cassette siano superate. 
Vogliamo ribadirlo nuovamente ! la compact cassetta non è morta. Figlia del più nobile nastro a bobina la musicassetta, così come da noi veniva chiamata, si difende bene per qualità audio e per calore del segnale. Il deterioramento poi è una leggenda. Sono possessore di nastri che hanno oltre 25 anni e suonano ancora benissimo. Dipende certo dal fatto di averli messi lontani dal sole. Anche i cd e i vinili non sono del resto immuni dagli sbalzi termici, quindi non vedo dove sia la differenza.
Alcuni parlano di smagnetizzazione e ciò è vero se non si è avuto cura di conservare i propri nastri in un luogo adatto ad evitare questo inconveniente. C'è poi chi li ha conservati vicino alla tv o a altre fonti che influiscono sulla smagnetizzazione.
Proprio ieri chi vi scrive ha ascoltato un vecchissimo nastro normal tdk di Janis Joplin confrontandolo con un cd avente le stesse tracce. Il suono della cassetta era molto più corposo e più caldo e la voce di Janis era di gran lunga più presente rispetto a quella del cd. Mi verrebbe quasi voglia di cestinare i cd della stessa cantante e tenermi soltanto la cassetta.
Fruscii ? leggenda anche questa. L'unico rumore di fondo era quello sordo proveniente dall'album in vinile : rumore che per l'appunto è stabilito dai tecnici nella realizzazione di ogni disco in vinile. Per il resto il suono era meravigliosamente chiaro e pulito. Forse alcuni lamenteranno quel tipico rumore provocato dalla puntina quando incontra la polvere che in molte registrazioni finisce anche su nastro. Un buon impianto filtra questo tipo di rumori e ne riduce la presenza. E comunque è più tollerabile questo friccichio del suono freddo e senza anima di molti cd.

 Panorama sulle compact cassette ha scritto quanto segue :

Oggi, lettori di cassette dotati di porta USB ci consentono di recuperare le vecchie registrazioni e trasferirle su computer; esistono ancora, per gli irriducibili, lettori portatili che ricordano il classico walkman ormai pensionato dai player digitali. Eppure, in un'epoca in cui "mixtape" è quasi sempre una sequenza mixata ascoltabile o scaricabile online e non più una cassetta mixata vera e propria, tutto questo si può ancora archiviare alla voce "nostalgia".
Ma si producono ancora cassette da qualche parte? La risposta è sì. E quel che segue potrebbe sorprendervi.
La musica gira ancora su nastro in molti paesi africani: ce lo ricorda il lavoro di Brian Shimkovitz , collezionista appassionato e dj, che in un sito denominato Awesome Tapes from Africa - e in serate a tema con lo stesso nome - gira il mondo miscelando esclusivamente cassette che arrivano dai quattro angoli del "continente nero". Sullo stesso sito si possono ascoltare moltissime registrazioni, dalle sonorità più disparate, spesso sconosciute fuori del paese di origine.
100Akres  è invece un'etichetta discografica che produce breakbeat e strumentali hip-hop, con base in California. Cassette nuove di zecca , in edizioni limitate di poche decine di pezzi (100 al massimo, nessuna ristampa, anche se restano poi disponibili le versioni digitali). Un lavoro certosino e artigianale.
Ma ci sono artisti come British Sea Power che hanno pubblicato una cassetta ("Machineries of Joy - The Demo Tapes") giusto lo scorso aprile  o ancora She & Him con il loro "Volume 3" che affianca la cassetta (comprensiva di download, comunque) a cd e LP.
Le cassette vergini (di marche come Maxell o TDK) si trovano ancora, in centri commerciali come pure in siti come Amazon.



Per concludere vogliamo darvi una scaletta ideata da un dj radio sulla qualità delle fonti audio. Secondo la sua analisi la qualità massima del suono è raggiunta dalle bobine. A seguire, nell' ordine, ci sono vinile, compact cassetta, cd audio e file mp3.

Nastro a Bobina :  ascoltata sui registratori a quattro piste si ha la massima qualità audio. Il calore del suono e l'alta fedeltà sono sorprendenti. Il fruscio è inesistente e la chiarezza del suono è unica. Un buon registratore revisionato parte da duemila euro in su. l'unico rumore di fondo è quello a bassa frequenza, praticamente inavvertibile quando inizia la musica. Questo rumore di fondo, presente anche nel vinile, non è un difetto : si tratta invece di un rumore di base dal quale i tecnici fanno partire tutte le altre frequenze musicali.




 Vinile : forse non tutti sanno che molte registrazioni su vinile provenivano dalle registrazioni effettuate dai gruppi musicali in studio o live direttamente sui nastri a bobine.
Molti gruppi sceglievano infatti di registrare la loro musica su bobina conoscendo bene l'alta qualità di queste registrazioni.

Compact cassette : Inventate dalla Philips nel tentativo di rendere più versatile e trasportabile la musica su nastro, vanno certo considerate come un sottoprodotto rispetto al più nobile nastro a bobina. Tuttavia chi dispone di una buona piastra di lettura può raggiungere un' alta qualità di ascolto. Molte lamentele riguardanti questa fonte sono in realtà infondate. Molto dipendeva infatti dalla scarsa conoscenza sul buon utilizzo di questa tecnologia : Registrazioni eseguite in maniera errata, azimut della testina fuori angolo, mancata pulizia o smagnetizzazione della testina. Chi ha una piastra di lettura dovrebbe portarla dal tecnico per revisionarla ogni anno, specialmente se si ascoltano un centinaio di nastri all'anno. Le piastre a cassette hanno infatti bisogno delle stesse cure dei piatti in vinile per ottenere il massimo del rendimento sonoro.
Anche nelle piastre vinile una testina regolata male non darà il massimo del rendimento audio. Per le piastre a nastro vale lo stesso principio.
Una delle migliori piastre era la Nakamichi dragon, era veramente di qualità, ma appunto per questo costosissima. Ancora oggi sul mercato dell'usato non la troverete a meno di duemila euro. Ci sono nakamichi più economiche che suonano, non superlativamente come la dragon, ma tutto sommato bene.  Acquistare una piastra della TEAC sul mercato del nuovo o dell'usato non è affatto un errore. Tenendo presente le immancabili buone regole della manutenzione qualsiasi piastra hi fi suona piuttosto bene. Attenzione a non comprare un usato con la testina usurata e quindi da sostituire.


CD : Vi ricordate le sigle AAA, AAD, ADD, DDD? Vi siete chiesti perchè non compaiono più? Si presume che tutte le nuove registrazioni in commercio siano quindi state rimasterizzate, ma in realtà non è così. Questa mancanza di trasparenza dovrebbe farci suonare un campanello d'allarme sulla cura del suono hi fi riservato ai cd che acquistiamo. Saggiare la qualità di una registrazione digitale sembra ormai un compito destinato soltanto all'acquirente, mentre chi fa business se ne frega.
Nemmeno il cd infatti è una fonte da buttare. Il problema sta tutto nella cura per la qualità della registrazione digitale in questione. Ho ascoltato ottimi cd registrati a regola d'arte, i quali non hanno perso ad esempio il calore della fonte sonora originaria.
Suonano benissimo ad esempio i cd di Capossella che, non a caso, vengono trasferiti dalla registrazione effettuata dall'artista su nastro a bobina, e suonano benissimo anche quelli di Mannarino. Molta musica anni 70 invece perde moltissimo. Janis Joplin e Bob Dylan sono inascoltabili rispetto al vinile. Hurricane di Bob Dylan ad esempio perde tutto il calore e la pienezza della fisarmonica a bocca e gli alti danno fastidio : (sono stato costretto ad attenuarli di due decibel partendo dalla posizione flat, non mi era mai accaduto ! ) La profondità del basso se ne va a farsi friggere e la batteria quasi non si sente. Una buona registrazione digitale dovrebbe sentirsi benissimo in posizione flat soprattutto nei valori alti. Se questi sballano già in flat la registrazione è semplicemente da bocciare !



MP3 : anche questa tecnologia non è da buttare a priori. Tutto dipende dai kb al secondo contenuti in ogni file musicale. I migliori sono i file mp3 che lavorano a 328kb/secondo. Non è consigliabile scendere sotto i 128 in quanto sotto questa soglia il taglio delle frequenze e delle informazioni sonore iniziano ad interessare quelle frequenze importanti per disporre di un messaggio audio fedele e completo.
Ho notato che gli mp3 tradotti da segnale analogico con 328 kb suonano egregiamente bene. Non dobbiamo dimenticare inoltre la qualità del lettore mp3 che influenza moltissimo sulla resa sonora. I lettori di qualità infatti leggeranno il segnale al meglio senza perdere nessuna frequenza di partenza. nei lettori economici invece avvengono tagli drastici delle frequenze nonostante queste siano presenti nel file. La qualità quindi risulterà pessima.


e se volete abbinare al vostro impianto hi fi un cd con presa usb che legga al meglio le vostre pendrive piene di mp3 ecco qui sotto alcuni modelli che non vi deluderanno :


Yamaha cd s300 


Pioneer pd 10 k

14 commenti:

  1. Ciao, ho letto con piacere alcuni articoli sul tuo blog, in realtà ovviamente non ti conosco e non so nulla di te, ma vorrei ugualmente portare la mia esperienza sperando possa essere utile, e perchè no, magari è anche una buona occasione per imparare qualcosa di più sul mondo hi-fi facendo domande.
    Sono un ragazzo del 91, cresciuto nella fase quindi di transizione tra le vecchie cassette analogiche e i cd, per molti anni fin da quando ero bambino l'unica possibilità che avevo in casa per ascoltare musica erano appunto le musicassette. Tu dici che la piastra andrebbe smagnetizzata, e hai ragione, una volta ho dimenticato un nastro dentro per diversi giorni, e l'ho trovato poi smagnetizzato in quel punto, quindi se ascolto qualche cassetta cerco poi di toglierla subito, per prevenire danni. Non ho mai portato un registratore a smagnetizzare e non so nemmeno quanto costa questo tipo di intervento. Ho scoperto da 8 anni per puro caso il mondo del vinile, chiedendo a mio zio di regalarmi dei vecchi lp che aveva in garage, ovviamente non ti dico l'entusiasmo nello scoprire la differenza qualitativa rispetto allo stesso album su cd, questo mi ha insegnato non solo ad ascoltare la musica come ho sempre fatto, ma anche ad amarla, capire che forse ha un anima, qualcosa di vivo, che l'autore vuole trasmetterci. Tralasciando però adesso questo discorso voglio tornare sulle cassette:Ho una cassetta di molti anni fa nonchè il reciproco vinile dello stesso album, ho ereditato la cassetta da mia mamma, ebbene, non so se per usura o altro, ma ho notato che la cassetta ha un suono molto compresso, tendente per lo più verso le basse frequenze, insomma manca di dinamica verso l'alto. Cosa puoi dirmi in proposito? Hai qualche consiglio in generale da darmi su questo supporto? In generale preferico se possibile per primi i dischi, per secondi i cd e in ultima battuta le cassette. Mentre sulle bobine non mi pronuncio perchè non ne ho in casa, e nemmeno di registratori per questo supporto, che teoricamente dovrebbe essere superiore (di quanto è la domanda???) al vinile. Ovviamente non sono scemo, non ho mai messo una cassetta vicino alla tv a tubo/monitor o vicino alle casse dello stereo o peggio davanti a una calamita. Però io noto che le cassette hanno comunque per mia esperienza un usura enorme, specialmente se ascoltate spesso di continuo, magari lo stesso brano, come fa mio padre, a volte mi è capitato che si usurasse in alcuni punti fino a sentire ciò che c'era inciso dall'altro lato al contrario, come se le cariche magnetiche si fossero spostate.La cassette secondo me hanno una qualità inferiore al vinile. Certo hanno il bello che se le dimentichi in giro non si graffiano come un disco o un cd, quindi anche per me che da bambino buttavo tutto in giro erano perfette, non sai quanti cd ho graffiato!!!
    Fammi sapere, se ti va ti lascio la mia email e parliamo in privato, avrei molte domande che non saprei a chi porre, specialmente sul come tarare correttamente un giradischi per evitare di arare i vinili!!!

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  2. caro daniele, riguardo l'usura delle audio cassette non posso darti che ragione. Purtroppo sono soggette a rapido deterioramento in caso di utilizzo intenso. Ma questo vale anche per il solco del vinile che tende a consumarsi con numerosissimi passaggi della puntina. Questo processo di invecchiamento è inevitabile ed è dovuto all'attrito tra testina e nastro. Ma anche la testina di lettura è soggetta ad usura e va cambiata prima o poi. Senza dimenticare che le piastre di registrazione perdono l'azimut, ovvero l'angolo di lettura e costringe a sottoporla a manutenzione periodica, almeno una volta l'anno. Un intervento che non ha mai superato le 100 euro e che comprende anche la smagnetizzazione. Quindi con questo credo di averti chiarito come comportarsi con la propria piastra di registrazione. Sconsiglio il fai da te a meno che non si è esperti di elettronica e non si hanno tutti gli strumenti per la manutenzione. Per quanto riguarda il deterioramento dei nastri, questo è molto più veloce se li si espone a tutti quei fattori che ne accelerano l'invecchiamento, campi magnetici, luce solare, fonti di calore. Puoi sempre passare i tuoi brani ad un altro nastro prima che questo si deteriori, oppure registrare su un nastro al cromo che è più resistente, ma non indistruttibile nemmeno lui !
    Mi chiedi anche perchè la bobina è superiore al vinile e a tutte le altre fonti. Ebbene, non lo dico io, ma gli esperti audio che hanno confrontato la resa delle varie fonti in studio e con opportuni strumenti oltre al loro espertissimo udito musicale : che è poi lo strumento più importante di tutti.
    Per tarare un giradischi ti serve una dima per calcolare che la testina sia sempre perpendicolare rispetto al centro, e ti serve il vinile guida : ossia un vinile che ti guida a regolare il braccio sia nel bilanciamento, sia nell'esatta separazione dei canali. Lo puoi acquistare su internet o nei negozi di alta fedeltà.
    Spero di averti risposto esaudientemente e se hai altre domande specifiche puoi sempre farle qui sul blog, perchè sarà sempre interessante condividerle con gli altri visitatori qualora lo desiderassero.

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    1. Ciao, grazie anzitutto per avere risposto, è da tanto che non vengo qui sul blog, non so perchè non mi è arrivata notifica alcuna della tua risposta. Volevo intanto cogliere l'occasione per fare i migliori auguri e propositi per l'anno nuovo.
      Non ho nessun disco guida, uso sempre e solo la dima, ma la mia impressione è che la testina sia sempre allineata, in qualsiasi posizione io mi metta, possibile??? Eppure magari ad orecchio anche spostarla più avanti o indietro o inclinarla leggermente fa la differenza sulla resa finale. Grazie se vorrai chiarirmi i dubbi :)

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    2. Credo comunque andando a logica che poichè il nastro sia la fonte da cui si parte per realizzare il disco, questo riversamento comporti comunque almeno un po' di perdita di qualità, che mi auguro non essere eccessiva, anche perchè riversare su disco se poi perdo molto avrebbe senso?? Poi altra cosa:Alcuni dischi purtroppo mi hanno iniziato a prendere muffa, poichè abito in una casa molto umida, è sufficiente pulirli come si fa normalmente? Alcune teorie circolanti in rete dicono che una volta che un disco inizia a prendere muffa è da buttare poichè entro qualche anno essa aggredisce il vinile in profondità, anche se, in tal caso, a rigor di logica, considerando quanti dischi spesso sono stati conservati per decine di anni in cantine, garage o soffitte (luoghi tendenzialmente umidi), se fosse vero quanto ho letto avremmo perso chissà quanta musica, irrimediabilmente, eppure invece, trovi nei mercatini dell'usato dischi recuperati da chissà quale cantina che dopo 30 anni di pensionamento fanno ancora maledettamente bene il loro dovere!!!

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    3. Riguardo i cd e gli mp3:Per quello che mi sono documentato il problema è che spesso vengono registrati male, non curandone la qualità (vedi loudness war), del resto si pensa:In un epoca in cui spesso non avendo molto tempo per rilassarsi si tende ad ascoltare musica dal pc, dal cellulare o da youtube, ha senso preoccuparsi di curare bene come in passato le registrazioni? Probabilmente non hanno nemmeno tanto torto in fin dei conti. Certo, si sarebbe potuti partire molto meglio e giocarsela in maniera migliore col cd, che in effetti almeno sulla carta non dovrebbe fare tanto schifo, offre una dinamica di 96 db, più del doppio di un vinile che si ferma a 45 db. Sono perito elettronico, ma non avendo dimestichezza con le apparecchiature hi-fi non mi metterei mai a smontare qualcosa rischiando magari di fare una regolazione peggiore di prima. Spesso sento dire:CD=DIGITALE=MALE ASSOLUTO!!! Credo che queste siano considerazioni approssimative, molto superficiali, dettate da chi non è così bene informato, infatti non è che i 44,1 Khz di campionamento del cd siano buttati li a caso, c'è un teorema, detto teorema di Shannon che stabilisce che un segnale analogico può essere ricostruito in digitale(senza effetto aliasing) in maniera accettabile se esso viene campionato almeno al doppio della frequenza massima contenuta nel segnale stesso.

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  3. Ah, dimenticavo : non è il nastro in se ad essere cupo alle alte frequenze ma a dare questo risultato possono essere un elenco di fattori di cui ti faccio la lista :
    dolby nr inserito
    registrazione dei brani dalla fonte non ottimale. Per avere una registrazione ottimale il picco non deve essere mai nè inferiore nè superiore punto 0 decibel. 0 decibel infatti equivale alla posizione flat dei potenziometri dell'amplificatore e d è in questa soglia che si ottiene la miglior entrata di segnale possibile.
    Un altro fattore che determina la qualità della riproduzione del nastro, mi dispiace dirlo, ma sta anche nella qualità del registratore. Il numero delle testine ad esempio che consente di leggere tutte le piste del nastro. Importante anche la risposta in frequenza della piastra.
    Se un giorno ti potrai permettere una Nakamichi ti accorgerai che molti nastri che sembravano da buttare si sentivano male solo perché usavi un registratore di qualità media. Nel mondo hi fi a volte il prezzo fa davvero la differenza, specialmente su uno strumento complesso come la piastra di registrazione.
    Avendo provato componenti molto costosi posso dirti che col componente giusto non esiste fonte audio che non sia hi fi. Persino i denigrati mp3 ascoltati su un lettore hd acquisiscono di qualità.
    Certo le tasche non sono infinite e va da se che a volte si è costretti ad accontentarsi, ma bisogna dire che l'audiofilo non è quel genere di persona che ama accontentarsi.

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  4. Va detto che i nastri magnetici su audio cassetta con l'usura e l'invecchiamento del nastro provocano una perdita di volume alle tonalità alte, specialmente se si tratta di nastri al ferro o superferro con bias ad equalizzazione di 120 micro secondi. I nastri al cromo supercromo con bias ad equalizzazione di 70 micro secondi invece, riescono a dare un suono con un'estensione di banda di frequenza più alta specialmente alle tonalità più alte. In passato poi si usavano i sistemi di registrazione DOLBY B e C che enfatizzavano di proposito le tonalità alte, in modo che poi al riascolto si potesse incupire il suono di proposito con l'apposito filtro, questo per eliminare il fruscio di fondo del nastro, che di solito è ad una frequenza più bassa.

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  5. Grazie ad Andrea per il suo interessante commento.

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  6. Caro Daniele, per problemi tecnici ti rispondo soltanto ora. Riguardo la muffa sui vinili é la cosa peggiore che possa attecchire su un disco purtroppo è i vinili antichi che sono arrivati intatti o quasi fino ai giorni nostri per fortuna non l'hanno incontrata. Tuttavia anche alla muffa c'è rimedio. Puoi prepararti un prodotto fatto al 50 per cento di alcool idrosolipico e al 50 di acqua distillata, ma vacci piano perché è aggressivo e va usato con parsimonia sui punti colpiti dalla muffa. Preferirei fossi in te comprare un detergente specifico di pulizia per vinili. Non ti garantisco che riuscirai nella impresa perché ciò che non piace alle muffe non piace nemmeno al vinile e ciò che rispetta il vinile non ha alcun effetto sulle muffe.

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    1. Ciao, anzitutto grazie, immagino parli dell'alcool isopropilico, poi se hai piacere quando vuoi, anzichè intasarti il post potremmo scambiare 4 chiacchiere per email o su skype se ti va. Sempre riguardo le muffe vorrei chiederti:Che danni possono causare al disco? Mi hanno detto che crea delle crepe che senti come rumore quando lo stilo passa sopra il disco. Ho anche sentito dire che una volta che il disco ha iniziato a prendere di muffa dopo qualche anno è da buttare comunque in ogni caso, anche se viene lavato. è vero o si tratta di leggende? Fammi capire esattamente cosa può succedere, in ogni caso io li lavo sempre se vedo anche una piccola macchia, almeno quell'area macchiata e ovviamente ove possibile cambio la busta interna. Uso una miscela fatta da: alcool alimentare a 90 gradi, acqua per ferro da stiro e un po' di sapone per le mani, può andare bene? è efficace anche per le muffe? Grazie ancora.

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    2. Continuano i problemi tecnici, ma ho fatto cmq in tempo a leggere il tuo ultimo commento. Riguardo l'intasamento dei commenti non è un problema, anzi vanno pubblicati in questa sede proprio per diffondere ad altri ciò che si sa sul mondo dell'alta fedeltà. Riguardo le sostanze da te utilizzate per pulire i vinile vanno benissimo. Riguardo le crepe generate dalla muffa non ne ho mai sentito parlare e penso si tratti di una leggenda metropolitana. Il vinile si deforma semmai per esposizione a fonti di calore o per errata archiviazione del supporto : per esempio mettendo impilati i dischi, cosa che non va mai fatta. Per quanto riguarda la muffa indelebile questa purtroppo invece non è una leggenda ed assolmiglia un po al processo chimico e fisico, qui anche organico, che interessa i metalli quando sono soggetti all'ossidazione. In chimica un materiale viene a perdere le sue proprietà quando un agente degradante interviene a corroderlo con un processo irreversibile. Tuttavia irreversibile non significa inevitabile o inarrestabile. Certo la conservazione è un intervento che potrebbe richiedere uno studio approfondito a livello chimico. Non sono sicuro che la cosa convenga. Oltre un certo degrado penso che non ne valga la pena. Insomma se la cosa può essere risolta con normali prodotti commerciali o casalinghi va tutto ok ! ma se dobbiamo consultare la chimica e i laboratori di ricerca capisci bene che l'affare per il vinile si fa molto più complicato. Nemmeno gli addetti al settore hanno preferito la ricerca scientifica per pezzi da collezione di sessantanni fa talmente rovinati che l'unico modo per recuperarli è stato operare una sorta di collage tra più vinili. Il vinile intero è stato cioè recuperato soltanto grazie al fatto che ciò che non si era salvato in un disco si era invece salvato in un altro. Questo ti da la misura di quanto il vinile sia soggetto ad un degrado irreversibile e irrecuperabile. Prima o poi tutti i vinili faranno una brutta fine e dubito che gli archelogi del futuro ne troveranno uno ascoltabile a meno che non sia fatto d'oro massiccio ! Provocazioni a parte spero che la cultura della conservazione sia diffusa tra gli audiofili in maniera da poter godere dei nostri dischi preferiti il più a lungo possibile. E chissà se Jhonny Winter potrà ancora essere ascoltato tra migliaia di generazioni o se questi posteri dovranno rifarsi al pentagramma e tentare di interpretare i brani così come si è costretti a fare con la musica classica.

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  7. Infine, la dima va benissimo per regolare l'azimut della testina e arretrata o avanzata ha effetti più scarsi rispetto al disallinearla. Per quanto riguarda i CD e la loro qualità, questa non dipende al supporto in sé che come ricordi bene tu stesso ha un ottima dinamica, dipende semmai dal buon orecchio musicale di chi ha curato la registrazione. Purtroppo non tuthe le registrazioni sono eseguite ad arte da gente preparata che ha seguito le band o le ha ascoltate dal vivo per poter capire se nella trasposizione in digitale viene smarrito qualcosa di importante.

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  8. Non a caso i CD dei gruppi odierni sono registrati molto bene, mentre tutto cambia quando si vuole riportare su CD musiCà degli anni 70. Ho ascoltato dischi come iggy pop che in vinile erano semplicemente stupendi mentre in CD erano semplicemente inascoltabili, perché molto della pienezza timbrica della chitarra si era perso, e gli acuti si erano trasformati in lame taglienti per i timpani. Cosa è successo ? È accaduto che certe armoniche garantite dal?supporto supporto analogico non ci sono più, e in questo caso il tecnico avrebbe dovuto recuperare quella timbrica e trasporta anche sul digitale. Per la raccolta di de André è stato fatto proprio questo lavorone ed ecco che in questo caso il CD si avvicina molto al vinile, soltanto con qualche perdita. Ma ti garantisco che i led Zeppelin in MP3 e in CD sono davvero diversi che ascoltati in vinile.

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  9. Ah, 44,1 kHz per restituire interamente l'analogico ? Bastano e avanzano. Il problema non è mai il CD, supporto validissimo, ma chi cura le registrazioni e la sua cultura musicale o meno.

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